TERREMOTO
ABRUZZO
-
Speciale Abruzzo: come il Governo e il Parlamento
stanno affrontando l'emergenza terremoto
| Abruzzo
- 2009 |
Umbria e Marche - 1997
|
Campobasso e Foggia - 2002
|
Decreto Legge 1 luglio 2009
n. 78 - art. 25
2.
La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto della
sospensione
disposta dall'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3780 del 6 giugno 2009, avviene, senza
l'applicazione
di sanzioni ed interessi, mediante 24 rate mensili di pari importo a decorrere
dal mese di gennaio 2010. Gli adempimenti tributari,
diversi
dai versamenti, non eseguiti per effetto della predetta sospensione sono
effettuati entro il mese di marzo 2010. Le modalita' per l'effettuazione
dei versamenti e degli adempimenti non eseguiti per effetto
della
citata sospensione sono stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle entrate.
|
Decreto Legge 23 ottobre 2008
n. 162 - art. 3
2.
Al fine di effettuare la definizione della propria posizione ai sensi dell'articolo
2, comma 109, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e
dell'articolo
2, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 61, convertito dalla legge
6 giugno 2008, n. 103, i soggetti interessati corrispondono
l'ammontare
dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero, per ciascun carico iscritto
a ruolo, oggetto delle sospensioni ivi indicate, al netto dei versamenti
gia' eseguiti, ridotto al quaranta per cento, in centoventi
rate
mensili di pari importo da versare entro il giorno 16 di ciascun mese a
decorrere da giugno 2009.
|
Decreto Legge 31 dicembre 2007
n. 248 - art. 6 ter
1.
I termini previsti dalle ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri
n. 3344 del 19 marzo 2004, n. 3354 del 7 maggio 2004, n. 3496 del
17
febbraio 2006, n. 3507 del 5 aprile 2006 e n. 3559 del 27 dicembre 2006
sono differiti al 30 giugno 2008 per tutti i soggetti privati residenti
o aventi domicilio nei territori maggiormente colpiti dagli eventi sismici
del
31
ottobre 2002 e individuati con i decreti del Ministro dell'economia e delle
finanze del 14 e 15 novembre 2002 e del 9 gennaio 2003
Decreto Legge
29 novembre 2008 n. 185 - art.
6
4-bis.
Le disposizioni recate dall'articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2008,
n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2008,
n.
201, si applicano altresi' per tutti i soggetti residenti o aventi
domicilio
nei territori maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre
2002 e individuati con decreti del Ministero dell'economia e delle
finanze
del 14 e 15 novembre 2002 e del 9 gennaio 2003
|
Il
Governo ha emanato il decreto legge n. 39 il 28 aprile 2009.
Seguiamo
insieme tutti i provvedimenti post terremoto, dalle misure per fronteggiare
l'emergenza alle prime decisioni sulla ricostruzione. Segui passo passo
tutte le notizie sull'Aquila.
-
"Sembra lontano ma anche le Scuole del nostro
Quartiere potrebbero crollare, prevenire è meglio che curare
... "
campagna
IMPARARESICURI 2009
Riferimenti
per aiuti (volantino)
Riferimenti
per aiuti (internet)
In allegato vi mando questo volantino per mettervi
a conoscenza di questa iniziativa che stiamo facendo con alcune persone
della zona in cui abito. Chi volesse aiutarci, naturalmente senza impegno,
partecipando a questa iniziativa magari acquistando le cose menzionate
nella lista, può contattarmi (cell.3474874896) e sarà mia
premura raccogliere la merce che eventualmente vorrete donare.
Grazie fin da adesso a tutti.
Ciao Luca
Riferimenti
per aiuti (volantino)
Un gruppo di genitori , in accordo con la direzione
didattica
della Scuola “Filastrocca Impertinente”, intende
avviare una
raccolta fondi in favore della popolazione
di Onna (AQ), sulla
base di un contatto diretto e personale con
cittadini della
frazione vittima del sisma che si sono costituiti
in un comitato
evolutosi in una ONLUS.
Il nostro appoggio non vuole connotarsi di
pietismo e
assistenzialismo calato dall’alto, crediamo
gli abruzzesi ne
abbiano avuto abbastanza così come
di passeggiate di politici
illustri; crediamo altresì che lo scrollarsi
da dosso lo status
anche psicologico di “terremotati” passi,
dopo la prima fase
dell’emergenza, attraverso la partecipazione
attiva della
popolazione alla gestione della ricostruzione,
con margini di
autodeterminazione e conseguente salvaguardia
dell’autostima.
Per quanto riguarda la realtà dei bambini
coetanei dei nostri
figli ad Onna esisteva un asilo gestito da
suore frequentato da
70 bambini di varie frazioni; dei cinque residenti
ad Onna tre
sono superstiti e stanno frequentando dal
18 maggio attività
fornite sotto una tenda ad un totale di 20
bambini da parte di
2 insegnanti ed una persona di supporto. Naturalmente
questa
frequenza è gratuita, quindi in assenza
di rette pagate la
nostra donazione sarà indirizzata nell’immediato
alle spese
vive di questa attività.
La nostra raccolta proseguirà fino
alla fine dell’anno
scolastico, quindi effettueremo un versamento
sul c/c indicato
che chiaramente invitiamo a divulgare tra
chi vuol fare un po’
di solidarietà “dal basso”.
Grazie
ONNA Onlus Tendopoli di Onna 67100 (AQ)
IBAN: IT 82 E 06040 03616 000000155981
Info : 328.1047662 marxilio @ hotmail.com
320.1789456 pasquino18 @ gmail.com
Riferimenti
per aiuti (volantino)
-
E’ importante sapere e non solo piangere:
L'Italia è fatta così:
http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html
Un costruttore onesto e capace, incaricato
da un committente, pubblico o privato, onesto e professionale, sa, dopo
aver consultato un geologo, "dove" costruire con certi materiali e con
determinate tecniche, "dove" costruire con altri materiali e tecniche,
e "dove" non costruire ...
Non conta solo "come" vengono costruiti gli
edifici ...
Alcune persone sono tenute a saperlo e a verificarlo
...
________________________________
Saviano nel libro "Gomorra" a pagina 236:
"Io so e ho le prove. So come è stata
costruita mezz'Italia. E più di mezza.
Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato
su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno
dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della
sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da
contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti
a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano
via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi,
nei palazzi di Varese, Asiago, Genova."
________________________________
non fermatevi al titolo ma leggete tutto l'articolo,
io non lo vedo come un invito a soffocare
la nostra volontà di portare
aiuto a chi ha bisogno e per questo ognuno
di noi deve continuare a fare ciò che la coscienza gli suggerisce.
Però dall'articolo traspare la rabbia
e l'impotenza per tante cose storte che tutti noi ben conosciamo e che
ci stiamo convincendo che non possiamo cambiare
vedetelo come una denuncia al malcostume italiano
e come l'urlo di Cassandra che annuncia che
queste cose succederanno ancora, anche se
adesso si promettono mari e monti.
Claudio
"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO
UN EURO..."
(di Giacomo Di Girolamo, redattore del
Giornale di Sicilia)
Scusate, ma io non darò neanche un
centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate
in Abruzzo. So che la mia suona
come una bestemmia. E che di solito si sbandiera
il contrario, senza il pudore
che la carità richiede. Ma io ho deciso.
Non telefonerò a nessun numero che mi
sottrarrà due euro dal mio conto telefonico,
non manderò nessun sms al costo di
un euro. Non partiranno bonifici, né
versamenti alle poste. Non ho posti letto
da offrire, case al mare da destinare a famigliole
bisognose, né vecchi vestiti,
peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli
appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei
calciatori, alle testimonianze dei
politici, al pianto in diretta delpremier.
Non mi hanno impressionato i
palinsesti travolti, le dirette no – stop,
le scritte in sovrimpressione durante
gli show della sera. Non do un euro. E credo
che questo sia il più grande gesto
di civiltà, che in questo momento,
da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza
che rovina questo
Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso,
delpopolo pasticcione che ne
combina di cotte e di crude, e poi però
sa farsi perdonare tutto con questi
slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io
sono stanco di questa Italia. Non
voglio che si perdoni più nulla. La
generosità, purtroppo, la beneficienza, fa
da pretesto. Siamo ancora lì, fermi
sull’orlo delpozzo di Alfredino, a vedere
come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro.
Soffriamo (e offriamo) una
compassione autentica. Ma non ci siamo mossi
di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono
essere
prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità
accertate. I danni riparati in
poco tempo. Non do una lira, perché
pago già le tasse. E sono tante. E in queste
tasse ci sono già dentro i soldi per
la ricostruzione, per gli aiuti, per la
protezione civile. Che vengono sempre spesi
per fare altro. E quindi ogni
voltala Protezione Civile chiede soldi agli
italiani. E io dico no. Si rivolgano
invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano
l’economia delnostro
Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche
il pagamento
di tribunali che dovrebbero accertare chi
specula sulla sicurezza degli edifici,
e dovrebbero farlo prima che succedano le
catastrofi. Con le mie tasse pago
anche una classe politica, tutta, ad ogni
livello, che non riesce a fare nulla,
ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato
pure il presidente della Regione Siciliana,
Lombardo, a visitare i posti
terremotati. In un viaggio pagato – come tutti
gli altri – da noi contribuenti.
Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto
anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi
ha parlato di “new town” e io
ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni,
e al neologismo: “new town”. Dove
l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo
l’aveva in mente?
Il tempo deldolore non può essere scandito
dal
silenzio, ma tutto deve essere masticato,
riprodotto, ad uso e consumo degli
spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’
un brand. Come la gomma
delponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo.
Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti
delterremoto. Il Presidente del
Senato dice che “in questo momento serve l’unità
di tutta la politica”. Evviva.
Ma io non sto con voi, perché io non
sono come voi, io lavoro, non campo di
politica, alle spalle della comunità.
E poi mentre voi, voi tutti, avete
responsabilità su quello che è
successo, perché governate con diverse forme - da
generazioni - gli italiani e il suolo che
calpestano, io non ho colpa di nulla.
Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete
per una solidarietà che copra le
amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do,
l’euro. Perché mi sono ricordato che
mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni,
prende di pensione in un anno quasi quanto
Schifani guadagna in un mese. E
allora perché io devo uscire questo
euro? Per compensare cosa? A proposito.
Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un
po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei
fecero il bravo e simbolico
versamento su conto corrente postale. Per
la ricostruzione. E sappiamo tutti
come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu
l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo
strazio della scuola caduta sui bambini non
puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi
si
continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei
bravi giornalisti (ecco come spendere bene
un euro: comprando un giornale
scritto da bravi giornalisti) che una delle
scuole crollate a L’Aquila in realtà
era un albergo, che un tratto di penna di
un funzionario compiacente aveva
trasformato in edificio scolastico, nonostante
non ci fossero assolutamente i
minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella
nostra città, Marsala, c’è una
scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico
Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio
che è un albergo trasformato in
scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato,
un edificio di cartapesta, 600
alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni
di euro d’affitto fino ad ora, per
quella scuola, dove – per dirne una – nella
palestra lo scorso Ottobre è caduto
con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto!
Lo scirocco! C’è una scala
Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo
inventare?) il controsoffitto in
amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è,
annegato, con gli altri, anche l’euro della
mia vergogna per una classe politica
che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi
senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms
della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
sottolineato gli eccezionali ascolti
delgiorno prima durante la diretta sul terremoto.
E siccome quel servizio
pubblico lo pago io, con il canone, ho capito
che già era qualcosa se non
chiedevo il rimborso delcanone per quella
bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati.
E non ne voglio
se qualcosa succede a me. Voglio solo uno
Stato efficiente, dove non comandino i
furbi. E siccome so già che così
non sarà, penso anche che il terremoto è il
gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti
hanno l’alibi per non parlare
d’altro, ora nessuno potrà criticare
il governo o la maggioranza (tutta, anche
quella che sta all’opposizione) perché
c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il
terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento
per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in
questo paese,
ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato
saprebbe come risparmiare per
aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi
dei politici per un anno, o quelli
dei super manager, accorpando le prossime
elezioni europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni
nuova cosa che penso mi monta
sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più
grande aiuto possibile. La mia rabbia, il
mio sdegno. Perché rivendico in questi
giorni difficili il mio diritto di italiano
di avere una casa sicura. E mi nasce
un rabbia dentro che diventa pianto, quando
sento dire “in Giappone non sarebbe
successo”, come se i giapponesi hanno scoperto
una cosa nuova, come se il know –
how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva
loro. Ogni studente di ingegneria
fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni.
Glielo fanno dimenticare
all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a
morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono
della televisione non c’è
neanche un poeta grande come Pasolini a dirci
come stanno le cose, a raccogliere
il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti,
i poeti, in questo paese, o li
hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento
italiano, povero tra i poveri, e rivendico
il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo Di Girolamo
________________________________
Continuazione
dell'argomento ...
Ivano
________________________________
Telegramma urgente dall'Abruzzo
Gli edifici pubblici abruzzesi erano delle
trappole per topi. Chi li ha costruiti, chi li ha autorizzati, chi non
è intervenuto sapendo la verità, chi non ha fatto prevenzione
deve essere arrestato per procurata strage. Quali sono i nomi dei politici
coinvolti? Chi era alla guida di Comuni, Province e della Regione Abruzzo?
Quali erano i ministri competenti?
Questa strage è differente da quelle
che l'hanno preceduta. Ora c'è la Rete e giorno dopo giorno si sapranno
nomi, cognomi e responsabilità. Il terremoto per loro è appena
iniziato.
Telegramma inviato dal sindaco dell'Aquila
Massimo Cialente il primo aprile 2009, cinque giorni prima del terremoto
a:
- Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento
della Protezione civile)
- Governatore della Regione Gianni Chiodi
- Assessore regionale alla Protezione Civile
Daniela Stati
- Prefettura dell'Aquila
"In relazione ai gravi e perduranti episodi
di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma
di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato
con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo
stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione
stato emergenza ai fini dell'effettuazione dei necessari interventi di
ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si
segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici
ospitanti cinquecento alunni".
Dall'articolo di Ferruccio Sansa da La Stampa:
"Se le scosse avessero colpito al mattino,
sarebbero morti in mille..
Un'università costruita con la plastica.
Come i Lego. E non una facoltà qualunque, ma proprio ingegneria,
il regno dei progettisti. A guardare le tonnellate di detriti accumulati
davanti alle aule degli studenti si resta di sasso: al posto del cemento
armato si trova plastica espansa. Proprio questo avrebbe provocato il crollo
che, se i ragazzi fossero stati presenti, era destinato a causare una strage..."
http://www.beppegrillo.it/2009/04/telegramma_dall/index.html#comments
________________________________
I Testimoni di Geova e il terremoto in Abruzzo
La religione può salvare la vita di
una persona o farla entrare (in anticipo) nel regno dei cieli. In Abruzzo
i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso.
I geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità
del pericolo. Raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé
delle valigie con il necessario. Sono tutti sopravvissuti.
Vescovi, arcipreti e parroci non erano al
corrente di nulla? Non hanno sentito la necessità di denunciare
il pericolo? Forse si, forse no. Le campane delle chiese sono rimaste mute.
La voce della Chiesa non ha prodotto la più piccola eco prima del
sisma. Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non
avrebbero pianto centinaia di morti. Per Radio Maria il terremoto è
stato voluto dal Signore perché anche gli abruzzesi partecipassero
alla sofferenza della sua Passione...
"Gentile Signor Beppe Grillo,
chi le scrive lo fa da una parte dell'Abruzzo
che, grazie a Dio non ha subito danni, (paura a parte) visto che vive sulla
costa.
Non posso darle torto quando sottolinea il
fatto che, visto che da mesi l'Aquila era soggetta a forti scosse, si poteva
fare di più.
E le segnalo un fatto che lo conferma.
Ho molti parenti e conoscenti che sono appartenenti
ai testimoni di Geova. Questa comunità è molto unita pronta
a soccorrersi a vicenda e, in occasione del terremoto, le comunità
vicine si sono subito mobilitate per soccorrere i confratelli che ne avevano
bisogno.
Su richiesta di mio figlio, membro attivo
di questa religione, e anche perché desiderosa di rendermi utile,
ho reso disponibile la mia casa e mi sono preparata per ospitare una famiglia,
(una coppia con due ragazzi) e mi sono preoccupata di quello che poteva
servire con urgenza loro, immaginando non avessero più nulla.
Immagini la mia meraviglia nel vederli arrivare
con i bagagli al seguito!
Così mi hanno spiegato che già
settimane prima, in tutte le comunità de l'Aquila interessate da
fenomeni sismici, alle loro riunioni settimanali, era stato suggerito loro
come prepararsi ed essere pronti ad un eventuale cataclisma. Era stato
trattato con cura l’argomento ed erano state date delle vere e proprio
direttive pratiche: preparare valigie con l'occorrente per le prime necessità,
non solo abiti ma anche coperte, scorte di viveri e bottiglie d'acqua.
Tenere sempre le macchine pronte e cariche ma evitare di parcheggiarle
nei garage ma parcheggiare al sicuro, in spazi aperti. Tenere sempre i
telefonini a portata di mano.
Tutto questo tratto da un articolo del giornalino
"Svegliatevi" che era stato stampato l'anno scorso e che trattava proprio
di questo.
Infatti, dei più di 200 testimoni di
Geova cittadini dell'Aquila nessuno è rimasto vittima del sisma.
E so di sicuro che molti altri, parenti e vicini di casa devono almeno
la vita a queste informazioni.
Tutto questo mi ha lasciato a bocca aperta!
Incredibilmente, seguendo pochi ed utili accorgimenti
una piccola comunità religiosa ha salvato molte vite! Ma allora
mi chiedo: cosa sarebbe successo se l'intera città avesse avuto
le stesse pratiche informazioni?
Ora lascio a lei trarre le opportune conclusioni.
Un grosso GRAZIE dal profondo del cuore per
le sue battaglie!" M. B.
http://www.beppegrillo.it/2009/04/i_testimoni_di_geova_e_il_terremoto_in_abruzzo/index.html#comments
________________________________
L'ospedale fantasma
Paolo Menduni era direttore generale dell'ospedale
dell'Aquila. Lo inaugurò nel 2000. L'ospedale non era (e non è)
accatastato. Non aveva (e non ha) il certificato di agibilità. Non
aveva (e non ha) gli attestati di sicurezza e di igiene. Un ospedale fantasma.
Menduni, per il suo scrupolo professionale, è stato premiato invece
di finire in galera. Gianni Chiodi, che di mestiere fa il presidente fantasma
della Regione Abruzzo su mandato dello psiconano, lo ha promosso. Menduni
è stato nominato consulente per l'Agenzia Regionale Sanitaria. Abruzzesi,
toccatevi!
http://www.beppegrillo.it/2009/04/lospedale_fanta/index.html#comments
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Abruzzo: mancato allarme e tragedia
Sommario della puntata:
Il profeta del giorno prima
Il business dell'emergenza
I terremoti, il piano casa e il ritorno al
nucleare
Meno prevenzione, più morti
I soldi rubati sulla pelle dei cittadini
"Buongiorno a tutti.
Non ci sono molte parole, ovviamente, per
commentare quello che è successo questa notte: è un evento
naturale drammatico. Non si possono fare speculazioni politiche, non si
può dare la colpa a nessuno: i terremoti non sono colpa di nessuno,
i terremoti vengono. Per sapere dove vengono con più frequenza ci
sono studi, mappe.
Noi ci siamo collegati via internet con un
sito che potete visionare anche voi subito:
http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html
Voi ci andate e trovate l'Italia suddivisa
in varie zone colorate che vanno da quella grigio-chiara, la meno pericolosa,
a quella blu scura che è la più pericolosa e che, se non
erro, si concentra nel cuore della Calabria e nella zona della Sicilia
sud orientale.
Questa lingua di fuoco rossa e viola che segnala
le zone immediatamente più pericolose sotto quelle blu attraversa
il Friuli, dove infatti abbiamo avuto il devastante terremoto del 1976
con mille morti, e poi attraversa l'estremo sud est dell'Umbria, la parte
centrale dell'Abruzzo e il punto d'intersezione tra il sud est del Lazio,
la parte occidentale del Molise e, longitudinalmente, tutta la parte orientale
della Campania fino ad andare a investire mezza Basilicata, gran parte
della Puglia e un pezzettino della Sicilia.
Diciamo che questa lingua si conclude sulla
punta dello stivale e va a lambire anche ciò che un tempo era collegato
e che oggi è separato dallo stretto di Messina, e cioè l'inizio
della provincia di Messina; e infatti anche Messina fu teatro, nel 1908,
di un terremoto devastante.
...
http://www.beppegrillo.it/2009/04/passaparola_lun_23/index.html#pp3
________________________________
Di
cosa si occupa la ricerca scientifica pubblica, fatta grazie ad alcuni
Dipendenti Pubblici?
ERMES (Environmental Radioactivity Monitoring
for Earth Sciences) is a research project to study the correlations between
the radon groundwater variations with the strain processes of the rock
and transport properties related to the groundwater geochemistry. In this
framework, new devices development for nuclear spectrometry of environmental
radioactivity for geophysical, environmental and health applications is
running. Also, the extension for radiocarbon liquid scintillation spectrometry
of the present maximum dating limit from 58,000 BP to 62,000 BP (5 ml,
3 days counting) has been recorded.
Di cosa si occupano alcuni dei nostri Politici,
anch'essi Dipendenti Pubblici?
Quali sono i settori pubblici veramente improduttivi
e inutili nel nostro Paese?
Di cosa hanno realmente bisogno i Contribuenti?
________________________________
L'Aquila non ha bisogno del G8
Il 25 aprile il Presidente del Consiglio è
andato a L’Aquila, poi sarà la volta dei big del G8. L’Aquila è
più turistica oggi di quanto non lo sia mai stata prima del 6 aprile.
E’ un gran via vai di passerelle, di transennamenti, di allestimenti, palchi,
fiocchi, striscioni, nel frattempo i vigili del fuoco e gli aiuti della
protezione civile corrono da tutte le parti per patinare la realtà,
per costruire “The Truman show”ora per l’uno, ora per l’altro potente.
Intanto i giorni passano e gli sfollati sono spettatori di queste grandi
manovre nelle tende, dove la pioggia di questi giorni sta rendendo le condizioni
sempre più critiche. Qualcuno comincia a temere per gli aiuti: il
rischio è che questi finiscano in elicotteri per trasportare i vip,
per le associazioni, la ricostruzione delle sedi dei giornali, delle televisioni,
dei partiti, delle cooperative, dei circoli e chi più ne ha più
ne metta, tranne che per le case degli abruzzesi e per le strutture pubbliche
basilari, alle quali la protezione civile ha sopperito con impianti di
primo soccorso, ma ben lontani dagli standard di una vita dignitosa di
tutti i giorni.
Chiedo, quindi, a Silvio Berlusconi di fare
un passo indietro e di non fare il G8 in Abruzzo.
Gli abruzzesi hanno bisogno di fatti concreti,
di tempestività negli aiuti, di una ricostruzione senza infiltrazioni
mafiose, senza inefficienze, per fare in modo che si torni alla normalità
quanto prima. Gli abruzzesi non vogliono diventare fenomeni da baraccone
e veder sfilare migliaia di persone in abito scuro seguite da giornalisti,
lacchè, sicurezza ed uno stuolo interminabile di portaborse che
li guarda con compassione. L’Abruzzo vuole tornare alla normalità,
e per farlo non ha bisogno di Silvio Berlusconi, ma di braccia da lavoro
e soldi che lo Stato deve assicurare. Tutto ciò che ora può
fare il governo, oltre a trovare il coraggio di far giustizia, è
di garantire i fondi e le tempistiche della ricostruzione, tutto il resto
è campagna elettorale.
Un saluto al contestatore aquilano, comparso
ad Acerra, che ha messo in fuga il nostro Premier. E’ stato un lodevole
tentativo di far valere la propria opinione ma dovrebbe sapere che Silvio
Berlusconi non ama i contraddittori, specie se con cittadini, con i quali
lui si confronta esclusivamente attraverso uno schermo televisivo nel più
democratico dei modelli: “io parlo, tu ascolti ed esegui”.
http://www.antoniodipietro.com/2009/04/laquila_non_ha_bisogno_del_g8.html
|
VIOLENZA
PRIVATA E VIOLENZA ISTITUZIONALE
(Contributi di Cittadini preoccupati di quello
che è successo e di quello che potrebbe succedere anche nel proprio
Quartiere)
Linciato nel suo quartiere
Un pirata della strada? NO. Un teppista? NO.
Un ladro, probabilmente rumeno (così diceva la folla)? NOOO. Un
ingegnere, dirigente d'azienda, 43 anni, sposato, con due bambine, 3 anni
una e 1 anno l'altra. Un uomo onesto, un lavoratore instancabile e dotato
di una bontà di altri tempi.
Verso le 17:00 del 9 aprile 2009 a causa di
un malore perde coscienza ed il controllo dell'auto, e provoca un incidente
in via Boccea in cui vengono coinvolte molte auto. Fortunatamente ci sono
solo feriti lievi. Il malore, lo shock, il frastuono, gli gridano che lo
ammazzano e lui corre a piedi, lo raggiungono, lo pestano: sono in cinque,
dieci,..., troppi..., solo dopo lunghi ed interminabili minuti cinque,
dieci..., troppi...arriva la polizia per strapparlo al linciaggio. Al Pronto
Soccorso arriva in fin di vita. La diagnosi è gravissima, ematoma
celebrale, 4 ore in sala operatoria.
Gli hanno fatto un processo di pochi istanti,
perché al telegiornale dicono che questa gente scappa mentre è
ancora ubriaca o sotto l'effetto di droghe. No, l'esame tossicologico smentisce
in pieno, neanche un'aspirina, neanche una birra. Ora i giustizieri della
strada, dovrebbero recarsi in ospedale e guardare negli occhi lividi e
gonfi il pirata giustiziato e spiegare alla moglie, alle figlie, ai genitori
di 80 anni, al fratello, come e quando hanno deciso di credere che la giustizia,
che condanna la violenza, si deve servire della violenza per trionfare;
e spiegare com'è possibile che un uomo venga pestato a morte solo
perché a 1_km da casa si è sentito male. Chissà se
davvero i nostri giustizieri sono ancora convinti che la giustizia ha trionfato...beh...se
credono che sia così, non potranno dormire sonni tranquilli perché
l'errore, la coincidenza, l'equivoco è dietro l'angolo e altri giustizieri
potrebbero trovarsi proprio lì dove loro sbaglieranno e allora quella
giustizia fai da te non sembrerà più così giusta.
Adesso alle autorità il compito
di sostituirsi agli improvvisati giustizieri e, questa volta chi si è
accanito contro un uomo solo che era già vittima, sconterà
l’errore. A loro la fortuna di essere giudicati da chi è legittimato
a farlo…. Chi lo conosce davvero
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CERCHIAMO testimoni per il pestaggio avvenuto
a seguito dell'incidente accaduto in Via Boccea il giorno 9 aprile 2009
alle ore 17.00 circa. Chiunque avesse video, foto, numeri di targa ...
può inviarli in forma anonima a:
C.P. 9035
Via Gregorio XIII, 153
00167 ROMA AURELIO
oppure via email : pestaggio@
gmail.com
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Volantino
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Federico Aldrovandi: licenza di uccidere
(link)
Lettera aperta a Antonio Manganelli
"Gentile dottor Antonio Manganelli,
il termine con cui mi rivolgo a lei, gentile,
non è casuale, è come vorrei che fosse la Polizia di Stato:
gentile verso il popolo italiano che deve proteggere. Vede, ho una strana
sensazione, che la Polizia di Stato stia assumendo agli occhi dell’opinione
pubblica un ruolo che, sono sicuro, non vuole avere e non deve avere. Quello
di protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro
numerosi pregiudicati e prescritti.
Questa sensazione la leggo negli occhi delle
ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la manifestazione di dissenso
nei confronti di Giuliano Ferrara. La loro unica colpa è stata di
avere contestato con un lancio di pomodori un signore che vuole cancellare
un referendum e che dal suo comodo studio televisivo sponsorizza ogni guerra,
purché americana. Quando è possibile per i nostri ragazzi
dissentire, anche urlando, se non in piazza? L’informazione che ricevono
ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è pilotata, strumento
dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i giovani lo sanno.
Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E,
invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione
dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano
famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.
Questa sensazione l’ho letta negli occhi dei
vecchi picchiati dalla Polizia a Savignano Irpino. Pensionati straniti,
confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa. Quei
vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche
la sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile
dello scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto
non lo capisce, né lo accetta, nessun italiano. Non capivano le
botte, le manganellate, il sangue.
Questa sensazione l’ho vista negli occhi,
quando li ho incontrati, del padre e della madre di Federico Aldrovandi,
un ragazzino picchiato a morte da una pattuglia stradale. L’ho sentita
nelle dichiarazioni delle persone torturate a Bolzaneto e nella “macelleria
messicana” della scuola Diaz.
Lei potrà obiettare che si tratta di
episodi, di poche mele marce e, con tutta probabilità, ha ragione.
Nel calendario dei Santi Laici, l’elenco dei caduti per un’Italia onesta
che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di Stato è al primo
posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per affermare la
giustizia in Italia.
Lo scorso otto settembre ero a Bologna per
il V Day. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c’erano 150.000 persone.
Nessun casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco.
Nessun incidente né prima, né dopo, né durante una
manifestazione durata dieci ore. C’era però molta rabbia nei confronti
di una classe politica senza pudore, verso i condannati in via definitiva
che siedono in Parlamento. Gli stessi che i suoi uomini in passato hanno
arrestato. E verso i prescritti che, grazie alle leggi ad personam, i suoi
uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In gran parte i medesimi,
condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno ancora senatori e
deputati.
Lei lo sa, si sono già auto eletti
grazie all’eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione
di una legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori,
se potessero scegliere, non li voterebbero mai.
La politica non può trasformarsi in
un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare
il braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto
con i cittadini. Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero
in una sua risposta che pubblicherò sul blog. I miei saluti.” Beppe
Grillo |
ADOZIONE E AFFIDO FAMILIARE
Associazione Nazionale Famiglie Adottive e
Affidatarie
L’Associazione Nazionale Famiglie Adottive
e Affidatarie è attiva su tutto il territorio nazionale dal 1962
e si occupa appunto di promuovere e sviluppare la cultura dell’adozione
e dell’affido familiare.
Da un circa tre anni è attiva la sezione
di Roma con sede nel nostro quartiere (per la precisione nei locali della
Cooperativa Eureka I°) che svolge corsi di informazione/formazione
e sta diventando sempre di più un punto di riferimento per chi si
occupa di questi temi, privati e istituzioni.
L’invito è, per chi fosse interessato
ovviamente di partecipare, ma anche di affiggere la locandina dove questo
fosse possibile, nei luoghi di lavoro, le parrocchie, ecc.
Grazie per quello che potrai fare per aiutarci
Andrea
Locandina |