SPAZIO DI APPROFONDIMENTO
Pro e contro inviati dai Cittadini del Quartiere
Tutti sono invitati a continuare a contribuire e a comunicare eventuali imprecisioni
Grazie da tutti noi a tutti noi!
TERREMOTO ABRUZZO campagna IMPARARESICURI 2009
  • Solidarietà:
    Riferimenti per aiuti (volantino)

    Riferimenti per aiuti (internet)

    In allegato vi mando questo volantino per mettervi a conoscenza di questa iniziativa che stiamo facendo con alcune persone della zona in cui abito. Chi volesse aiutarci, naturalmente senza impegno, partecipando a questa iniziativa magari acquistando le cose menzionate nella lista, può contattarmi (cell.3474874896) e sarà mia premura raccogliere la merce che eventualmente vorrete donare. 
     Grazie fin da adesso a tutti.
    Ciao Luca 
    Riferimenti per aiuti (volantino)

    Un gruppo di genitori , in accordo con la direzione didattica
    della Scuola “Filastrocca Impertinente”, intende avviare una
    raccolta fondi in favore della popolazione di Onna (AQ), sulla
    base di un contatto diretto e personale con cittadini della
    frazione vittima del sisma che si sono costituiti in un comitato
    evolutosi in una ONLUS.
    Il nostro appoggio non vuole connotarsi di pietismo e
    assistenzialismo calato dall’alto, crediamo gli abruzzesi ne
    abbiano avuto abbastanza così come di passeggiate di politici
    illustri; crediamo altresì che lo scrollarsi da dosso lo status
    anche psicologico di “terremotati” passi, dopo la prima fase
    dell’emergenza, attraverso la partecipazione attiva della
    popolazione alla gestione della ricostruzione, con margini di
    autodeterminazione e conseguente salvaguardia
    dell’autostima.
    Per quanto riguarda la realtà dei bambini coetanei dei nostri
    figli ad Onna esisteva un asilo gestito da suore frequentato da
    70 bambini di varie frazioni; dei cinque residenti ad Onna tre
    sono superstiti e stanno frequentando dal 18 maggio attività
    fornite sotto una tenda ad un totale di 20 bambini da parte di
    2 insegnanti ed una persona di supporto. Naturalmente questa
    frequenza è gratuita, quindi in assenza di rette pagate la
    nostra donazione sarà indirizzata nell’immediato alle spese
    vive di questa attività.
    La nostra raccolta proseguirà fino alla fine dell’anno
    scolastico, quindi effettueremo un versamento sul c/c indicato
    che chiaramente invitiamo a divulgare tra chi vuol fare un po’
    di solidarietà “dal basso”.
    Grazie
    ONNA Onlus Tendopoli di Onna 67100 (AQ)
    IBAN: IT 82 E 06040 03616 000000155981
    Info : 328.1047662 marxilio @ hotmail.com
    320.1789456 pasquino18 @ gmail.com
    Riferimenti per aiuti (volantino)
     

  • E’ importante sapere e non solo piangere:
    L'Italia è fatta così:
    http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html
    Un costruttore onesto e capace, incaricato da un committente, pubblico o privato, onesto e professionale, sa, dopo aver consultato un geologo, "dove" costruire con certi materiali e con determinate tecniche, "dove" costruire con altri materiali e tecniche, e "dove" non costruire ...
    Non conta solo "come" vengono costruiti gli edifici ...
    Alcune persone sono tenute a saperlo e a verificarlo ...
    ________________________________

    Saviano nel libro "Gomorra" a pagina 236: 

      "Io so e ho le prove. So come è stata              costruita mezz'Italia. E più di mezza.         Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova."
      ________________________________

      non fermatevi al titolo ma leggete tutto l'articolo,
      io non lo vedo come un invito a soffocare la nostra volontà di portare
      aiuto a chi ha bisogno e per questo ognuno di noi deve continuare a fare ciò che  la coscienza gli suggerisce.
      Però dall'articolo traspare la rabbia e l'impotenza per tante cose storte che tutti noi ben conosciamo e che ci stiamo convincendo che non possiamo cambiare
      vedetelo come una denuncia al malcostume italiano e come  l'urlo di Cassandra che annuncia che
      queste cose succederanno ancora, anche se adesso si promettono mari e monti.
      Claudio
      "MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO
      UN EURO..." 
       (di Giacomo Di Girolamo, redattore del
      Giornale di Sicilia)
      Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
      raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona
      come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore
      che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi
      sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di
      un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto
      da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti,
      peraltro ormai passati di moda.
      Ho resistito agli
      appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei
      politici, al pianto in diretta delpremier. Non mi hanno impressionato i
      palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante
      gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto
      di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
      Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo
      Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, delpopolo pasticcione che ne
      combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi
      slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non
      voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa
      da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo delpozzo di Alfredino, a vedere
      come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una
      compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
      Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere
      prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in
      poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste
      tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la
      protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni
      voltala Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano
      invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia delnostro
      Paese.
      E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento
      di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici,
      e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago
      anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla,
      ma proprio nulla, che non sia passerella.
      C’è andato
      pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti
      terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti.
      Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
      Avrei potuto
      anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io
      ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove
      l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
      Il tempo deldolore non può essere scandito dal
      silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli
      spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma
      delponte.
      Avrei potuto scucirlo qualche centesimo.
      Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti delterremoto. Il Presidente del
      Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva.
      Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di
      politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete
      responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da
      generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla.
      Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le
      amnesie di una giustizia che non c’è.
      Io non lo do,
      l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni,
      prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E
      allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito.
      Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un
      po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
      Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico
      versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti
      come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo
      strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
      Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si
      continua a fare sempre come prima?
      Hanno scoperto, dei
      bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale
      scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà
      era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva
      trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i
      minimi requisiti di sicurezza per farlo.
      Ecco, nella
      nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico
      Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in
      scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600
      alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per
      quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto
      con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala
      Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in
      amianto.
      Ecco, in quei milioni di euro c’è,
      annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica
      che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare
      arricchire per tornaconto.
      Stavo per digitarlo, l’sms
      della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti
      delgiorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio
      pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non
      chiedevo il rimborso delcanone per quella bestialità che avevano detto.
      Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio
      se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i
      furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il
      gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare
      d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche
      quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il
      terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
      Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese,
      ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per
      aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli
      dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
      le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta
      sempre più rabbia.
      Io non do una lira. E do il più
      grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi
      giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce
      un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe
      successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know –
      how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria
      fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare
      all’atto pratico.
      E io piango di rabbia perché a
      morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è
      neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere
      il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li
      hanno fatti morire di noia.
      Ma io, qui, oggi, mi sento
      italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
      Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
      Giacomo Di Girolamo
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      Continuazione dell'argomento ...
      Ivano
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      Telegramma urgente dall'Abruzzo
      Gli edifici pubblici abruzzesi erano delle trappole per topi. Chi li ha costruiti, chi li ha autorizzati, chi non è intervenuto sapendo la verità, chi non ha fatto prevenzione deve essere arrestato per procurata strage. Quali sono i nomi dei politici coinvolti? Chi era alla guida di Comuni, Province e della Regione Abruzzo? Quali erano i ministri competenti?
      Questa strage è differente da quelle che l'hanno preceduta. Ora c'è la Rete e giorno dopo giorno si sapranno nomi, cognomi e responsabilità. Il terremoto per loro è appena iniziato.
      Telegramma inviato dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente il primo aprile 2009, cinque giorni prima del terremoto a:
      - Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile)
      - Governatore della Regione Gianni Chiodi
      - Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati
      - Prefettura dell'Aquila
      "In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell'effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni".
      Dall'articolo di Ferruccio Sansa da La Stampa:
      "Se le scosse avessero colpito al mattino, sarebbero morti in mille..
      Un'università costruita con la plastica. Come i Lego. E non una facoltà qualunque, ma proprio ingegneria, il regno dei progettisti. A guardare le tonnellate di detriti accumulati davanti alle aule degli studenti si resta di sasso: al posto del cemento armato si trova plastica espansa. Proprio questo avrebbe provocato il crollo che, se i ragazzi fossero stati presenti, era destinato a causare una strage..." 
      http://www.beppegrillo.it/2009/04/telegramma_dall/index.html#comments
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      I Testimoni di Geova e il terremoto in Abruzzo
      La religione può salvare la vita di una persona o farla entrare (in anticipo) nel regno dei cieli. In Abruzzo i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso. I geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità del pericolo. Raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé delle valigie con il necessario. Sono tutti sopravvissuti.
      Vescovi, arcipreti e parroci non erano al corrente di nulla? Non hanno sentito la necessità di denunciare il pericolo? Forse si, forse no. Le campane delle chiese sono rimaste mute. La voce della Chiesa non ha prodotto la più piccola eco prima del sisma. Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non avrebbero pianto centinaia di morti. Per Radio Maria il terremoto è stato voluto dal Signore perché anche gli abruzzesi partecipassero alla sofferenza della sua Passione...
      "Gentile Signor Beppe Grillo,
      chi le scrive lo fa da una parte dell'Abruzzo che, grazie a Dio non ha subito danni, (paura a parte) visto che vive sulla costa.
      Non posso darle torto quando sottolinea il fatto che, visto che da mesi l'Aquila era soggetta a forti scosse, si poteva fare di più.
      E le segnalo un fatto che lo conferma.
      Ho molti parenti e conoscenti che sono appartenenti ai testimoni di Geova. Questa comunità è molto unita pronta a soccorrersi a vicenda e, in occasione del terremoto, le comunità vicine si sono subito mobilitate per soccorrere i confratelli che ne avevano bisogno.
      Su richiesta di mio figlio, membro attivo di questa religione, e anche perché desiderosa di rendermi utile, ho reso disponibile la mia casa e mi sono preparata per ospitare una famiglia, (una coppia con due ragazzi) e mi sono preoccupata di quello che poteva servire con urgenza loro, immaginando non avessero più nulla.
      Immagini la mia meraviglia nel vederli arrivare con i bagagli al seguito!
      Così mi hanno spiegato che già settimane prima, in tutte le comunità de l'Aquila interessate da fenomeni sismici, alle loro riunioni settimanali, era stato suggerito loro come prepararsi ed essere pronti ad un eventuale cataclisma. Era stato trattato con cura l’argomento ed erano state date delle vere e proprio direttive pratiche: preparare valigie con l'occorrente per le prime necessità, non solo abiti ma anche coperte, scorte di viveri e bottiglie d'acqua. Tenere sempre le macchine pronte e cariche ma evitare di parcheggiarle nei garage ma parcheggiare al sicuro, in spazi aperti. Tenere sempre i telefonini a portata di mano.
      Tutto questo tratto da un articolo del giornalino "Svegliatevi" che era stato stampato l'anno scorso e che trattava proprio di questo.
      Infatti, dei più di 200 testimoni di Geova cittadini dell'Aquila nessuno è rimasto vittima del sisma. E so di sicuro che molti altri, parenti e vicini di casa devono almeno la vita a queste informazioni.
      Tutto questo mi ha lasciato a bocca aperta!
      Incredibilmente, seguendo pochi ed utili accorgimenti una piccola comunità religiosa ha salvato molte vite! Ma allora mi chiedo: cosa sarebbe successo se l'intera città avesse avuto le stesse pratiche informazioni?
      Ora lascio a lei trarre le opportune conclusioni.
      Un grosso GRAZIE dal profondo del cuore per le sue battaglie!" M. B.
      http://www.beppegrillo.it/2009/04/i_testimoni_di_geova_e_il_terremoto_in_abruzzo/index.html#comments
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      L'ospedale fantasma
      Paolo Menduni era direttore generale dell'ospedale dell'Aquila. Lo inaugurò nel 2000. L'ospedale non era (e non è) accatastato. Non aveva (e non ha) il certificato di agibilità. Non aveva (e non ha) gli attestati di sicurezza e di igiene. Un ospedale fantasma. Menduni, per il suo scrupolo professionale, è stato premiato invece di finire in galera. Gianni Chiodi, che di mestiere fa il presidente fantasma della Regione Abruzzo su mandato dello psiconano, lo ha promosso. Menduni è stato nominato consulente per l'Agenzia Regionale Sanitaria. Abruzzesi, toccatevi!
      http://www.beppegrillo.it/2009/04/lospedale_fanta/index.html#comments
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      Abruzzo: mancato allarme e tragedia
      Sommario della puntata:
      Il profeta del giorno prima
      Il business dell'emergenza
      I terremoti, il piano casa e il ritorno al nucleare
      Meno prevenzione, più morti
      I soldi rubati sulla pelle dei cittadini
      "Buongiorno a tutti.
      Non ci sono molte parole, ovviamente, per commentare quello che è successo questa notte: è un evento naturale drammatico. Non si possono fare speculazioni politiche, non si può dare la colpa a nessuno: i terremoti non sono colpa di nessuno, i terremoti vengono. Per sapere dove vengono con più frequenza ci sono studi, mappe.
      Noi ci siamo collegati via internet con un sito che potete visionare anche voi subito: 
      http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html
      Voi ci andate e trovate l'Italia suddivisa in varie zone colorate che vanno da quella grigio-chiara, la meno pericolosa, a quella blu scura che è la più pericolosa e che, se non erro, si concentra nel cuore della Calabria e nella zona della Sicilia sud orientale.
      Questa lingua di fuoco rossa e viola che segnala le zone immediatamente più pericolose sotto quelle blu attraversa il Friuli, dove infatti abbiamo avuto il devastante terremoto del 1976 con mille morti, e poi attraversa l'estremo sud est dell'Umbria, la parte centrale dell'Abruzzo e il punto d'intersezione tra il sud est del Lazio, la parte occidentale del Molise e, longitudinalmente, tutta la parte orientale della Campania fino ad andare a investire mezza Basilicata, gran parte della Puglia e un pezzettino della Sicilia.
      Diciamo che questa lingua si conclude sulla punta dello stivale e va a lambire anche ciò che un tempo era collegato e che oggi è separato dallo stretto di Messina, e cioè l'inizio della provincia di Messina; e infatti anche Messina fu teatro, nel 1908, di un terremoto devastante.
      ...
      http://www.beppegrillo.it/2009/04/passaparola_lun_23/index.html#pp3

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      Di cosa si occupa la  ricerca scientifica pubblica, fatta grazie ad alcuni Dipendenti Pubblici?
      ERMES (Environmental Radioactivity Monitoring for Earth Sciences) is a research project to study the correlations between the radon groundwater variations with the strain processes of the rock and transport properties related to the groundwater geochemistry. In this framework, new devices development for nuclear spectrometry of environmental radioactivity for geophysical, environmental and health applications is running. Also, the extension for radiocarbon liquid scintillation spectrometry of the present maximum dating limit from 58,000 BP to 62,000 BP (5 ml, 3 days counting) has been recorded. 
      Di cosa si occupano alcuni dei nostri Politici, anch'essi Dipendenti Pubblici?
      Quali sono i settori pubblici veramente improduttivi e inutili nel nostro Paese?
      Di cosa hanno realmente bisogno i Contribuenti?

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      L'Aquila non ha bisogno del G8
      Il 25 aprile il Presidente del Consiglio è andato a L’Aquila, poi sarà la volta dei big del G8. L’Aquila è più turistica oggi di quanto non lo sia mai stata prima del 6 aprile. E’ un gran via vai di passerelle, di transennamenti, di allestimenti, palchi, fiocchi, striscioni, nel frattempo i vigili del fuoco e gli aiuti della protezione civile corrono da tutte le parti per patinare la realtà, per costruire “The Truman show”ora per l’uno, ora per l’altro potente. Intanto i giorni passano e gli sfollati sono spettatori di queste grandi manovre nelle tende, dove la pioggia di questi giorni sta rendendo le condizioni sempre più critiche. Qualcuno comincia a temere per gli aiuti: il rischio è che questi finiscano in elicotteri per trasportare i vip, per le associazioni, la ricostruzione delle sedi dei giornali, delle televisioni, dei partiti, delle cooperative, dei circoli e chi più ne ha più ne metta, tranne che per le case degli abruzzesi e per le strutture pubbliche basilari, alle quali la protezione civile ha sopperito con impianti di primo soccorso, ma ben lontani dagli standard di una vita dignitosa di tutti i giorni.
      Chiedo, quindi, a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro e di non fare il G8 in Abruzzo.
      Gli abruzzesi hanno bisogno di fatti concreti, di tempestività negli aiuti, di una ricostruzione senza infiltrazioni mafiose, senza inefficienze, per fare in modo che si torni alla normalità quanto prima. Gli abruzzesi non vogliono diventare fenomeni da baraccone e veder sfilare migliaia di persone in abito scuro seguite da giornalisti, lacchè, sicurezza ed uno stuolo interminabile di portaborse che li guarda con compassione. L’Abruzzo vuole tornare alla normalità, e per farlo non ha bisogno di Silvio Berlusconi, ma di braccia da lavoro e soldi che lo Stato deve assicurare. Tutto ciò che ora può fare il governo, oltre a trovare il coraggio di far giustizia, è di garantire i fondi e le tempistiche della ricostruzione, tutto il resto è campagna elettorale.
      Un saluto al contestatore aquilano, comparso ad Acerra, che ha messo in fuga il nostro Premier. E’ stato un lodevole tentativo di far valere la propria opinione ma dovrebbe sapere che Silvio Berlusconi non ama i contraddittori, specie se con cittadini, con i quali lui si confronta esclusivamente attraverso uno schermo televisivo nel più democratico dei modelli: “io parlo, tu ascolti ed esegui”.
      http://www.antoniodipietro.com/2009/04/laquila_non_ha_bisogno_del_g8.html
       

VIOLENZA PRIVATA E VIOLENZA ISTITUZIONALE

(Contributi di Cittadini preoccupati di quello che è successo e di quello che potrebbe succedere anche nel proprio Quartiere)

  • Pestaggio Via Boccea
 Linciato nel suo quartiere
Un pirata della strada? NO. Un teppista? NO. Un ladro, probabilmente rumeno (così diceva la folla)? NOOO. Un ingegnere, dirigente d'azienda, 43 anni, sposato, con due bambine, 3 anni una e 1 anno l'altra. Un uomo onesto, un lavoratore instancabile e dotato di una bontà di altri tempi. 
Verso le 17:00 del 9 aprile 2009 a causa di un malore perde coscienza ed il controllo dell'auto, e provoca un incidente in via Boccea in cui vengono coinvolte molte auto. Fortunatamente ci sono solo feriti lievi. Il malore, lo shock, il frastuono, gli gridano che lo ammazzano e lui corre a piedi, lo raggiungono, lo pestano: sono in cinque, dieci,..., troppi..., solo dopo lunghi ed interminabili minuti cinque, dieci..., troppi...arriva la polizia per strapparlo al linciaggio. Al Pronto Soccorso arriva in fin di vita. La diagnosi è gravissima, ematoma celebrale, 4 ore in sala operatoria. 
Gli hanno fatto un processo di pochi istanti, perché al telegiornale dicono che questa gente scappa mentre è ancora ubriaca o sotto l'effetto di droghe. No, l'esame tossicologico smentisce in pieno, neanche un'aspirina, neanche una birra. Ora i giustizieri della strada, dovrebbero recarsi in ospedale e guardare negli occhi lividi e gonfi il pirata giustiziato e spiegare alla moglie, alle figlie, ai genitori di 80 anni, al fratello, come e quando hanno deciso di credere che la giustizia, che condanna la violenza, si deve servire della violenza per trionfare; e spiegare com'è possibile che un uomo venga pestato a morte solo perché a 1_km da casa si è sentito male. Chissà se davvero i nostri giustizieri sono ancora convinti che la giustizia ha trionfato...beh...se credono che sia così, non potranno dormire sonni tranquilli perché l'errore, la coincidenza, l'equivoco è dietro l'angolo e altri giustizieri potrebbero trovarsi proprio lì dove loro sbaglieranno e allora quella giustizia fai da te non sembrerà più così giusta.
 Adesso alle autorità il compito di sostituirsi agli improvvisati giustizieri e, questa volta chi si è accanito contro un uomo solo che era già vittima, sconterà l’errore. A loro la fortuna di essere giudicati da chi è legittimato a farlo….      Chi lo conosce davvero

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CERCHIAMO testimoni per il pestaggio avvenuto a seguito dell'incidente accaduto in Via Boccea il giorno 9 aprile 2009 alle ore 17.00 circa. Chiunque avesse video, foto, numeri di targa ... può inviarli in forma anonima a:
C.P. 9035 
Via Gregorio XIII, 153
00167 ROMA AURELIO
oppure via email : pestaggio@ gmail.com

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Volantino

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  • Federico Aldrovandi: licenza di uccidere 
(link)

Lettera aperta a Antonio Manganelli

"Gentile dottor Antonio Manganelli,
il termine con cui mi rivolgo a lei, gentile, non è casuale, è come vorrei che fosse la Polizia di Stato: gentile verso il popolo italiano che deve proteggere. Vede, ho una strana sensazione, che la Polizia di Stato stia assumendo agli occhi dell’opinione pubblica un ruolo che, sono sicuro, non vuole avere e non deve avere. Quello di protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti.
Questa sensazione la leggo negli occhi delle ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la manifestazione di dissenso nei confronti di Giuliano Ferrara. La loro unica colpa è stata di avere contestato con un lancio di pomodori un signore che vuole cancellare un referendum e che dal suo comodo studio televisivo sponsorizza ogni guerra, purché americana. Quando è possibile per i nostri ragazzi dissentire, anche urlando, se non in piazza? L’informazione che ricevono ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è pilotata, strumento dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i giovani lo sanno. Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.
Questa sensazione l’ho letta negli occhi dei vecchi picchiati dalla Polizia a Savignano Irpino. Pensionati straniti, confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa. Quei vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche la sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile dello scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto non lo capisce, né lo accetta, nessun italiano. Non capivano le botte, le manganellate, il sangue.
Questa sensazione l’ho vista negli occhi, quando li ho incontrati, del padre e della madre di Federico Aldrovandi, un ragazzino picchiato a morte da una pattuglia stradale. L’ho sentita nelle dichiarazioni delle persone torturate a Bolzaneto e nella “macelleria messicana” della scuola Diaz.
Lei potrà obiettare che si tratta di episodi, di poche mele marce e, con tutta probabilità, ha ragione. Nel calendario dei Santi Laici, l’elenco dei caduti per un’Italia onesta che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di Stato è al primo posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per affermare la giustizia in Italia.
Lo scorso otto settembre ero a Bologna per il V Day. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c’erano 150.000 persone. Nessun casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco. Nessun incidente né prima, né dopo, né durante una manifestazione durata dieci ore. C’era però molta rabbia nei confronti di una classe politica senza pudore, verso i condannati in via definitiva che siedono in Parlamento. Gli stessi che i suoi uomini in passato hanno arrestato. E verso i prescritti che, grazie alle leggi ad personam, i suoi uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In gran parte i medesimi, condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno ancora senatori e deputati.
Lei lo sa, si sono già auto eletti grazie all’eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione di una legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori, se potessero scegliere, non li voterebbero mai.
La politica non può trasformarsi in un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare il braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto con i cittadini. Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero in una sua risposta che pubblicherò sul blog. I miei saluti.” Beppe Grillo

ADOZIONE E AFFIDO FAMILIARE

Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie

 L’Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie è attiva su tutto il territorio nazionale dal 1962 e si occupa appunto di promuovere e sviluppare la cultura dell’adozione e dell’affido familiare.
Da un circa tre anni è attiva la sezione di Roma con sede nel nostro quartiere (per la precisione nei locali della Cooperativa Eureka I°) che svolge corsi di informazione/formazione e sta diventando sempre di più un punto di riferimento per chi si occupa di questi temi, privati e istituzioni.
L’invito è, per chi fosse interessato ovviamente di partecipare, ma anche di affiggere la locandina dove questo fosse possibile, nei luoghi di lavoro, le parrocchie, ecc.
Grazie per quello che potrai fare per aiutarci
 Andrea

Locandina